C’è qualche motivo per pensare alla possibile entrata in gioco di nuove piattaforme più adatte a incentivare comportamenti favorevoli a un’informazione di maggiore qualità, a una disponibilità maggiore al confronto costruttivo, alla solidarietà? È forse obbligatorio pensare che gli editori italiani possano al massimo usare bene le piattaforme esistenti invece di crearne una propria? È tanto insensato immaginare che un’iniziativa non basata in California possa conquistare il tempo e l’attenzione di milioni di persone nel mondo? Russia e Cina, Giappone e Corea, ci riescono. In Europa sembra si riesca a fare molto nelle fasi ideative ma poi gli europei passano in America per creare qualcosa di grande.
Noi e le piattaforme che modellano il web - Luca De Biase