Angelo Ricci
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Sempre che mi accade di udire o leggere la parola «tecnica» nei giudizi sulla poesia e la letteratura, sono non solo offeso da una improprietà linguistica, ma messo in sospetto di gravi confusioni e di erronee conseguenze nella critica. La parola «tecnica» ha senso solo nella produzione di oggetti e fatti pratici, nella manipolazione, come si dice, delle cose naturali ai nostri fini di utilità. E chi l’adopera fuori di questo campo, facilmente finisce a credere che anche le opere che appartengono all’ispirazione e al gusto si possano ottenere con le regole e col calcolo;
Una recensione di Benedetto Croce « vibrisse, bollettino
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