Angelo Ricci

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Dalla Prefazione:
“Per mia fortuna, sono stato deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e  cioè dopo che il governo tedesco, causa la crescente scarsità di mano  d’opera, aveva stabilito di allungare la vita media dei prigionieri da  eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti nel tenor di vita e  sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio dei singoli. Perciò questo mio lbro, in fatto di particolari atroci, non aggiunge  nulla a quanto è ormai noto ai lettori di tutto il mondo  sull’inquietante argomento dei campi di distruzione. […] Il bisogno di raccontare agli ‘altri’, di fare gli ‘altri’ partecipi,  aveva assunto fra noi, prima della liberazione e dopo, il carattere di  un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri  bisogni elementari; il libro è stato scritto per soddisfare a questo  bisogno; in primo luogo quindi a scopo di liberazione interiore. Di qui  il suo carattere frammentario: i capitoli sono stati scritti non in  successione logica, ma per ordine di urgenza. Il lavoro di raccordo e di  fusione è stato svolto su piano, ed è posteriore. Mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti è inventato.” Primo Levi
27 gennaio 2012, giornata della memoria

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Dalla Prefazione:

“Per mia fortuna, sono stato deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e cioè dopo che il governo tedesco, causa la crescente scarsità di mano d’opera, aveva stabilito di allungare la vita media dei prigionieri da eliminarsi, concedendo sensibili miglioramenti nel tenor di vita e sospendendo temporaneamente le uccisioni ad arbitrio dei singoli.
Perciò questo mio lbro, in fatto di particolari atroci, non aggiunge nulla a quanto è ormai noto ai lettori di tutto il mondo sull’inquietante argomento dei campi di distruzione.
[…]
Il bisogno di raccontare agli ‘altri’, di fare gli ‘altri’ partecipi, aveva assunto fra noi, prima della liberazione e dopo, il carattere di un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari; il libro è stato scritto per soddisfare a questo bisogno; in primo luogo quindi a scopo di liberazione interiore. Di qui il suo carattere frammentario: i capitoli sono stati scritti non in successione logica, ma per ordine di urgenza. Il lavoro di raccordo e di fusione è stato svolto su piano, ed è posteriore.
Mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti è inventato.”
Primo Levi

27 gennaio 2012, giornata della memoria

4 weeks ago

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    Dalla Prefazione: “Per mia fortuna, sono stato deportato ad Auschwitz solo nel 1944, e cioè dopo che il governo tedesco,...
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