La cultura a rate | Rivista Charta
Nell’Italia del dopoguerra i giovani aspiranti scrittori avevano l’opportunità di inserirsi nel mondo dell’editoria vendendo a rate libri del catalogo di grandi editori, ma soprattutto opere di cultura generale come le grandi enciclopedie. Più di una generazione è passata per questa esperienza dai forti risvolti emotivi e sociologici in un’Italia ancora alle prese con l’analfabetismo soprattutto al Sud, dove Einaudi mandava in missione Italo Calvino nella giasoniana impresa di piazzare i libri della collana vittoriniana “I Gettoni” come narrato in un ormai raro “Millelire” di Stampa Alternativa del 1993 (Franca Mora, Calvino in Topolino). Negli anni Cinquanta l’Ufficio propaganda culturale della Mondadori allestì un manualetto per uso interno a cura di Salvatore Serra, ne ha illustrato il suo contenuto (il decalogo del giovane venditore con i “consigli” su come presentarsi, l’atteggiamento da tenere e i rudimenti dialettici) il condirettore di “Charta” Mauro Chiabrando in un breve articolo (“Come vendere libri Mondadori” ) pubblicato sull’inserto culturale “Domenica” de “Il Sole 24 ore” (pag. 34) del 23 gennaio scorso. Gli oggetti, muti per definizione, quando riemergono alla nostra attenzione, come una bottiglia nella risacca del tempo, ci restituiscono con vecchi messaggi il sottile piacere di ricordare.
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