Angelo Ricci
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La pressione su Twitter aumenta anche all’estero. «Se Twitter inizia a censurare, smetterò di cinguettare», avverte l’artista dissidente cinese Ai Weiwei scegliendo anche lui proprio il popolare social network di microblogging per annunciare che lui non ci sta, ora che uno spazio di libertà totale sta per scomparire. La decisione di Twitter, nato circa 6 anni fa e che punta ora a raggiungere il miliardo di utenti, ha stupito gli internauti americani, visto il ruolo democratico del microblogging nelle rivolte arabe. La mossa di Twitter costituisce «una cattiva notizia per la libertà di espressione online» e «una forma di collaborazione con la censura», si legge in un comunicato diffuso da Reporter Senza Frontiere. La preoccupazione principale di Twitter sembra essere il mercato cinese, dove già altre aziende come Google, Yahoo e Microsoft hanno dovuto cedere alle pressioni di Pechino. La Cina è infatti uno dei Paesi dove Twitter non è attualmente accessibile, una situazione definita «spiacevole e deludente» dal Presidente e co-fondatore del sito Jack Dorsey, durante una visita a Shanghai all’inizio del mese. Il rischio è quello di crescere a Pechino, ma di perdere utenti in Europa.
“Twitter censura, tutti su identi.ca” - LASTAMPA.it
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