Già ora il recensore sta attaccato per un filo alla coda dell’aquilone della politica. Presto verrà completamente spazzato via. Il suo lavoro sarà svolto (e in molti giornali è già così) da un efficiente funzionario armato di forbici e colla che verrà chiamato (chissà) lo Spremitore. Lo Spremitore scriverà una breve relazione sul libro; con un estratto della trama (se un romanzo); una scelta di versi (se è un libro di poesie); un paio di aneddoti (se è una biografia). A questo ciò che resta del recensore – magari lo si chiamerà l’Assaggiatore – apporrà un timbro: una stellina in segno di approvazione, una crocetta di disapprovazione. Il risultato – Timbro più Spremitura – sostituirà il discordante e insensato chiacchiericcio che regna attualmente. Né vi è motivo di ritenere che a due degli interessati questo sistema debba rendere un peggior servizio di quello oggi in vigore. L’utente delle biblioteche saprà quel che gli preme di sapere: se il libro in questione sia il tipo di libro da ordinare alla biblioteca; e l’editore farà raccolta di stelline e crocette invece di sobbarcarsi la fatica di copiare a righe alterne lodi e insulti ai quali né lui né il pubblico credono. E l’uno e l’altro forse risparmieranno un po’ di tempo e un po’ di denaro. Ora restano da considerare le altre due parti in causa: vale a dire lo scrittore e il recensore. Che effetto avrà su di loro il sistema Timbro e Spremitura?
Virginia Woolf, Leggere, recensire, marcos y marcos
Cancellare il recensore dalla faccia della terra « Luccone’s Weblog
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