In primo luogo non avevo previsto ciò che diventa chiaro e lampante dopo che il libro è stato scritto ma che non si può assolutamente prevedere; che si scrive non per ricordare ma per dimenticare e ora, a stesura ultimata, non potevo più dubitarne. Non appena il libro fu stampato cominciai a dimenticarlo, volevo dimenticarlo. Non volevo che la gente mi parlasse e mi chiedesse di quel libro. Mi imbarazzava terribilmente che qualcuno me ne parlasse, mi chiedesse cosa volevo dire in un punto o in un altro o quali erano le mie intenzioni. Volevo solo che mi lasciassero in pace e che smettessero di parlarmi.
Le contraddizioni dello scrittore « Luccone’s Weblog
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