Angelo Ricci

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Non c’è affatto bisogno di un vocabolario bizzarro, complicato, affollato ed esotico — quello che oggi va sotto il nome di “scrittura artistica” — per rendere tutte le sfumature del pensiero, ma bisogna distinguere con estrema lucidità tutte le modificazioni che il valore di una parola subisce a seconda del posto che occupa nella frase. Meno nomi, verbi, aggettivi difficili da comprendere, più frasi costruite diversamente, ritagliate con attenzione, piene di sonorità e di ritmi sapienti. Sforziamoci di raggiungere l’eccellenza nello stile piuttosto che diventare collezionisti di termini rari.
Caro vecchio Guy « Il blog del mestiere di scrivere
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