5 consigli base per il marketing su Facebook
Uno dei rischi maggiori quando si parla di marketing digitale (e non solo) è quello di concentrarsi troppo sugli aspetti tecnici e perdere di vista le norme basilari di buon senso che dovrebbero guidare ogni strategia.
Questo vale in particolar modo per il social media marketing - un canale che richiede attenzione soprattutto ai meccanismi interattivi e psicologici molto meno ad aspetti tecnici.
Da questo punto di vista, Facebook è un regno dove le cattive pratiche sono purtroppo osservate ogni giorno: da un lato per la sua natura estremamente ambigua e onnicomprensiva (la commistione di amici, sconosciuti, brand, eventi eccetera) e dall’altro per la sua grande potenza espressiva (ci sono molti modi a disposizione per colpire e fidelizzare gli utenti - modi che molto spesso, appunto, vengono usati molto male).
Non si tratta solo di marketing, ma anche di norme comportamentali base - che vogliate promuovere il vostro prodotto oppure la vostra immagine o ancora l’ultima poesia scritta o il concerto del vostro migliore amico al pub di provincia. Che siate un’azienda o un singolo individuo, insomma.
E dunque, ecco cinque regole che a nostro avviso dovrebbero sempre essere rispettate:
1. Non iscrivete persone ai gruppi senza permesso.
Questa è una delle cose più irritanti che possano accadere su Facebook. L’iscrizione automatica al proprio gruppo è una violazione del principio base di opt-in che dovrebbe regolare qualsiasi tattica sul web: per quanto possiate pensare che una persona sia interessata a ciò che scrivete, non è davvero il caso di aggiungerla senza chiedere (e seppellirla di notifiche non richieste).
2. Non invitate ai vostri eventi delle persone a caso.
Se organizzate eventi a Catania, magari evitate di invitare sempre e implacabilmente chi vive a Torino o New York. La selezione geografica (e contenutistica) è un lavoro che richiede tempo, e senz’altro non è divertente spuntare uno ad uno gli utenti che potrebbero essere interessati, ma è il modo migliore per dare un senso agli eventi su Facebook. Anche perché ce ne sono fin troppi, un vero diluvio che porta spesso a declinare senza nemmeno dare un’occhiata.
3. Evitate di taggare foto a tutto spiano.
Altra azione piuttosto fastidiosa: creare foto di prodotti e taggare fan o utenti che potrebbero essere interessati. Se una volta ogni tanto ci può stare, prenderlo come una tattica di promozione che funziona e va ripetuta di continuo è un mezzo suicidio.
4. Attenzione alla multicanalità.
E’ vero che il presente del marketing è legato all’azione sinergica di più canali; tuttavia, ripetere meccanicamente la stessa offerta con un messaggio su Facebook dopo aver mandato una newsletter davvero non è il massimo, e dà una fastidiosa sensazione del tipo “Ti voglio a tutti i costi”.
5. Andateci piano con le timeline degli altri.
Postare annunci e novità (ancora peggio se ammiccanti) sulle timeline degli altri è una pratica tristemente diffusa, ma che puzza di spam da un miglio di distanza. Ricordate che la timeline è uno spazio particolarmente delicato, in bilico fra il privato e il pubblico, la facciata digitale di molte persone: evitate di imbrattarla senza motivo.
In sintesi? Non rompete le scatole alla gente. Se qualcuno è interessato a ciò che proponente, ci sono modi molto più delicati e consoni per attirarlo.
Le strategie push non vanno bene per un posto frequentato con una certa leggerezza, dove l’advertising deve ancora trovare la sua nicchia e dove le persone si recano per tanti motivi diversi - di certo, non in primo luogo per sapere tutte le vostre novità.