Angelo Ricci

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In qualsiasi questione posta dalla comunicazione, cioè dal contesto entro il quale un intervento s’inserisce, la domanda che l’intellettuale dovrebbe porsi è la seguente: il mio intervento diminuisce o accresce la generale confusione? Si sa, la comunicazione sociale planetaria è in se stessa confusa: è la girandola dei punti di vista senza capo né coda. Se un intervento disorganicamente intellettuale può avere un senso dentro il bailamme, questo consiste non già nell’assecondare la confusione, ma nel ricercare la chiarezza e, nel caos, una coerenza. Organico è il disordine della comunicazione dilagante – a cui non ci si può opporre, che si può soltanto accettare come un destino. Ma un’oasi disorganica si produce quando, dal suo interno, un intervento riesce a essere un fattore anche piccolo di diminuzione del caos.
Il destino dell’intellettuale /8. Come comunicare? I media, le case editrici, la qualità | Le parole e le cose