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Angelo Ricci

parole storie appunti visioni
blog
Jul 5 '12

pastrufazio:

È l’arcifamoso concerto ad Hyde Park del 18 agosto 1969 che i Rolling Stones offrirono in memoria di Brian Jones. Il concerto venne introdotto da Mick Jagger che lesse alcuni versi tratti dal poema Adonais di Percy Bysshe Shelley. Riassunto: la morte è il risveglio dai sogni della vita. Così la memoria mi ha tramandato l’evento e il senso della lettura di Jagger. In realtà i versi letti dal leader del più importante gruppo rock erano e sono, un vero e proprio inno alla morte e se dubbi ancora mi restavano sul vero significato da dare alla cultura giovanile del tempo, i versi declamati da Jagger vestito da greco (sic!) me li hanno definitivamente fugati. La controcultura giovanile del tempo, contigua a quella «politica», era intessuta profondamente dal senso di morte, ricercata e voluta. E se la poesia di Schelley ha un ruolo ben preciso nella sua poetica il fatto che prendesse la via dei concerti rock avrà pure voluto significare qualcosa!
 Ecco il testo di Schelley:

Adonais
…
39. 
Peace, peace! he is not dead, he doth not sleep–

He hath awakened from the dream of life–

‘Tis we, who lost in stormy visions, keep
With phantoms an unprofitable strife,

And in mad trance, strike with our spirit’s knife

Invulnerable nothings.–WE decay

Like corpses in a charnel; fear and grief

Convulse us and consume us day by day, _350

And cold hopes swarm like worms within our living clay.

….

52.

The One remains, the many change and pass;

Heaven’s light forever shines, Earth’s shadows fly;

Life, like a dome of many-coloured glass,

Stains the white radiance of Eternity,

Until Death tramples it to fragments.–Die,

If thou wouldst be with that which thou dost seek!

Follow where all is fled!

E questa la traduzione tratta dall’edizione delle opere di Schelley pubblicata nella collana Biblioteca della Pléiade di Einaudi a cura di Francesco Rognoni:

Silenzio! egli non è mai morto, egli non dorme –

si è svegliato dal sogno della vita – siamo noi

che, perduti in visioni di tempesta, vanamente

lottiamo con fantasmi, e in folle estasi

colpiamo col pugnale del nostro spirito

invulnerabili cose inesistenti. – Noi ci decomponiamo

come cadaveri sepolti; la paura e il dolore

ci scuotono e consumano, un giorno dopo l’altro,

e gelide speranze come vermi sciamano nella nostra viva argilla.

[…]

L’Uno rimane, i molti cambiano e passano;

i Cieli sempre splendono, le ombre della Terra volano;

la vita, come una cupola di vetro variopinto,

colora e macchia il bianco raggio dell’eterno,

finché la Morte non la manda in pezzi. – Muori,

se vuoi riunirti a quello che tu cerchi!
Seguilo
 dove fuggì ogni cosa! […]

2 notes (via pastrufazio)

  1. angeloricci reblogged this from pastrufazio
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