Angelo Ricci

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ebook: se i critici si fanno da parte | Nazione Indiana

La mia impressione è che i critici militanti abbiano paura.
Si rendono conto che la scrittura sta uscendo dal libro, sta agguantando altri media, altre griglie di relazione interna ed esterna all’oggetto libro e – sostanzialmente – loro, i critici, queste nuove modalità del raccontare non le sanno gestire. Non le conoscono, le confondono. E allora si tengono a debita distanza.

Nel momento in cui la critica ufficiale si disinteressa dei libri digitali, o peggio ancora li stigmatizza, chi parla dei miei ebook? Chi prende il posto della critica dei contenuti?

Due figure parlano degli ebook oggi in rete: i lettori (Dio li benedica) e coloro che sono più interessati al contenitore che al contenuto: alla forma dell’ebook, alla sua distribuzione, al suo ruolo di prodotto di mercato.

Fabrizio Venerandi, Quintadicopertina editore.

Del disinteresse della critica per le pubblicazioni digitali ho parlato a lungo con Fabrizio a Mesagne: credo nasca in parte dal disagio informatico (xhtml e programmazione, alfabetizzazione di base) e soprattutto dall’assenza di esperienza letteraria non tradizionale: giochi, sceneggiatura, narrativa non lineare, per fare alcuni esempi.

Leggi l’articolo originale, dove Fabrizio Venerandi non risparmia le stoccate ai nuovi editori digitali.

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